DEDALUS: CORSI, CONCORSI, TESTI E CONTESTI DI VOLO LETTERARIO

Il progetto è quello del volo panoramico, in forma di parole, idee, letture, riletture, sui territori letterari, tra mura ed ali, labirinti e spazi liberi
mercoledì, 22 ottobre 2008

IO VOGLIO ANDARE AL SOLE - testi di Rossella Tempesta

     Mi è capitato varie volte di leggere la poesia di Rossella Tempesta, ed in ogni occasione, alla fine, la sensazione è stata di appagamento: un inquieto, vivido piacere, una tensione orientata verso un luogo dell’essere, forse reale, forse utopico, ma pensabile, quindi umano. Tra le cascate gelide della poesia sterilmente spettrale e quelle contrapposte ma non meno micidiali della poesia consolatoria ad ogni costo, c’è una terra di mezzo, per fortuna, un sentiero da percorrere lentamente gustando ogni passo: è quello della poesia in grado di motivare piacere e dolore, e il loro eterno, appassionato amplesso. E’ il caso, quest’ultimo, anche della lirica di Rossella Tempesta. Parte sempre da sfondi e situazioni semplici, familiari. Terreno, si sa, potenzialmente più letale delle montagne dell’Afghanistan o dei vicoli di Baghdad. Questo lo sa bene, l’autrice, conosce il dolore e l’assurdo, ne sa a memoria l’odore, ne percepisce chiaramente l’assenza e la presenza. Ma, senza vane acrobazie linguistico-sintattiche, con una volontà autentica che riesce a trasmettere con un dettaglio, una sfumatura, un richiamo all’essenza tenace di ciò che ci rende umani, è capace di cercare sempre il sole tra le nuvole, anzi quel luogo nel sole che non importa che esista o meno, concepirlo rende la vita vivibile, e, a momenti, per quanto possa perfino spaventare il concetto e la parola, felice. Sempre ad occhi bene aperti, lottando anche nel sociale, nel civile, sul fronte quotidiano della convivenza. Una poesia, quella di Rossella Tempesta, capace di tenersi a debita distanza sia dalla banalità che dall’asprezza immotivata. Con il gusto di celare e ritrovare il sapore della vita in frammenti di versi che rivelano istanti di senso e sana sensualità. I.M.

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ROSSELLA TEMPESTA

In assenza del suo odore, della traccia luminescente nella notte

in assenza dei loro fremiti e respiri e battiti veloci

Mondo Feroce non saprei attraversarti

- neppure un’ora di sonno -

Mondo Male Feroce, mio cuneo scheggia conficcata

 

E tu Belva industriosa, mangiatore di creature vive

onnivoro e vampiro d’aria e di sangue trasparente

 

linfa che per dignità non scorre più neppure

e bianca è la morte bianche le bare

sbiancata la pelle degli ammalati consumati

 

da te avido immondo che consumi e rimetti e rimangi il tuo sterco ed il tuo bolo

e tutto ti diviene

oro.

 

**************************************

 

 

Sfinisce questa foga

del tendere strainutile

a mete travisate

di corpi rilucenti

di macchine potenti

e coiti inenarrabili

 

Ti dico: sono stanca,

ho voglia di spiazzare

le loro aspettative

lasciandomi dormire,

senza più gareggiare.

 

Più nuda di una perla

nel fango del porcile

ho preso a camminare

fra cose nude e nere,

le loro cose care

 

il frutto di una vita:

plastiche e peli lucidi

e tetti e lingotti

e urne cinerarie.

 

Ti dico: sono stanca,

non posso più restare,

sono sfuggita al senso

di correre, sgobbare

senza poi far l’amore,

al massimo scopare.

 

Tenetevi le stole,

le uova di storione

io voglio andare al sole,

passatemi a trovare.

**************************************

 

Infilo gli occhi nel verde

non vedo più la strada, sfuggono le case.

Così il mondo è già completo, solo distese verdi,

file di alberi immensi e alberi soli e immoti.

Perfette sono le siepi e i rampicanti

perfetti gli ikebana di sterpi e fiori

 

Sono lontana, sono una foglia

un tronco una farfalla.

 

Solo per il tuo canto ritorno.

 

*****************************************

 

S’è alzato il vento

ma lievissimo;  restituisce appena

una sembianza di vita alle cose.

Che giorno fermo e grigio, pare uno di quei tre sul Cranio.

Dunque se la storia è vero si ripete

si può sperare una resurrezione

 

dei nostri animi stanchi, delle braccia cascanti lungo i fianchi.

 

Si può sperare un temporale immenso

che svegli dal torpore, con boati e scrosci e livore dei cieli

Si può sperare di avere un’altra anima

e dire basta a questa sofferenza.

 

 

Si è alzato il vento…

 

postato da: ivanomugnaini alle ore 12:03 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: antologia, selezione, raccolte, editi
venerdì, 03 ottobre 2008

IL SILENZIO SCRITTO - testi editi di Mariella Bettarini

 A me e ai lettori che accolgono volentieri quanto c'è di autentico nel mondo della scrittura, Mariella Bettarini ha fatto il dono di un'antologia solida e corposa che racchiude scritti e pensieri che spaziano nell'arco di una vita, quasi cinquant'anni di frequentazione assidua e appassionata con la poesia. Mi sono sentito molto solidale con Sisifo: un compito non facile, il mio, quello di sintetizzare in un unico post di Dedalus una tale abbondanza e ricchezza di spunti, un percorso così lungo, vario e fertile di sbocchi, incontri e diramazioni. Ma sono un Sisifo contento: per quanto imperfetta e lacunosa possa risultare la mia personale scelta nel mare magnum dei lavori poetici di Mariella Bettarini, avrò in ogni caso il piacere di proporre a chi segue le peregrinazioni di Dedalus un'autrice che ha fatto della serietà e della coerenza punti di forza preziosi. C'è un filo rosso che lega le numerose raccolte e le sillogi che ha dato alle stampe: c'è una fedeltà a idee e ideali spesso osteggiati dal potere e dalla maggioranza dei cosiddetti "benpensanti". Una battaglia, tuttavia, condotta senza perdere l'essenza della generosità e di una dolcezza attenta, ad occhi bene aperti, pronta ad aprirsi e a chiudersi, a dare o a negare. Senza estremismi, sempre, e senza negare ai tempi e alle epoche il diritto di mutare. Ma anche, con uguale costanza, senza cedere a facili compromessi, nel mondo della scrittura e in quello ad esso correlato, la vita. Per parlare di un libro di quasi novecento pagine, e di un'esistenza intera dedicata alla scrittura, ci sarebbe bisogno di ben altro che di queste brevi note. Spero tuttavia di essere riuscito almeno a comunicare a chi legge l'essenza, il significato più profondo, al di là dell'indubbio valore letterario dei testi, del percorso di Mariella Bettarini. Il suo è un sincero "silenzio scritto", una ribellione a ciò che contrasta e offusca il diritto alla bellezza e alla libertà. E' un farsi muta per poi sussurrare e urlare tramite la parola, strappata al tempo e all'effimero, lasciata come testimonianza costante di amore verso il mondo, nonostante tutto, e verso la poesia che, a dispetto di tutto, è ancora nelle parole e nelle cose. L'invito ai visitatori e ai lettori di Dedalus è quello di cercare ulteriori informazioni sulla sua antologia poetica A PAROLE - IN IMMAGINI, realizzata assieme a Gabriella Maleti, artista e poetessa a lei legata da un lungo e fertile sodalizio poetico. Assieme a Gabriella, Mariella cura le edizioni Gazebo, per i cui tipi è stata pubblicata l'antologia. Anche questa realtà editoriale conferma la coerenza di cui ho detto, e contribuisce a rendere scritti molti silenzi ricchi di passione e di poesia. Perché, come recita il titolo della prima raccolta pubblicata da Mariella, scrivere è l'arte di muoversi sul filo che unisce Il pudore e l'effondersi, lo sguardo e la voce. Della capacità dell'autrice di muoversi con armonia su questo filo, parleranno, meglio di me, i versi che pubblico volentieri qui di seguito. I.M.

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      MARIELLA BETTARINI 

da LA SCELTA - LA SORTE

(Edizioni Gazebo, Firenze, 2001)

 

La collettività

sciami - torme - frotte -

stormi: rondini? vespe?

viaggiatori? bambini?

                         io/tu/tutti?

stuolo vermiglio - capannelli - folle -

turbe di collettivo - genti a flotte - uno più uno

più uno più uno...

amor millanta sé

se

l'or di notte ripopola le stazioni interrotte

e se collima il collettivo

col tuo tu - col il me

*************************************** 

 La metamorfosi

fà conto che sussista e si valga la mente

d'un umbratile riconoscersi

                              che le fibre sappiano

la comunione - la chiamata

                              che moscerini e farfalle

svolino dentro "dal disio" vocati

                          che la discendenza sia

un discendere e il passato un risalire

che valgano poco (e

fiocamente]

attinenze - assonanze - affinità (documenti d'oscuro)

che - benché calma calda la voce - il gelo

sia immisurabile

                 che (noi sommersi - folgorati - persuasi

spenti) s'emani un principio d'identità

ormai rancido

           che tardi troppo un esito qualunque -

che (figurato) appaia in contumacia il carro

del fieno e del sole

            che il respiro soffra (esso)

la mala gloria e la vanagloria soffochi:

                                   la metamorfosi

sarà di certo già passata indenne - vittoriosa

dentro i nostri corpi di (ex) luce - nel buio

brancolante (di ciò che chiamiamo mente o spirito o

anima - legamento etereo con il carnale)

                                           saremo metamorfosi

noi pure - pure metamorfosi di ciò che incombe

dentro la forma e che tuttavia è già passato -

passa la metamorfosi e non torna

                              passa il veltro - il tedio

                                                             passa

tutto il passaggio (passante) di noi che filiamo

vacui - cui punge vaghezza - la muta vaghezza d'un film

   ****************************************************************************+

 

La poesia

talora grida

                           altre chiama - canta - parla - sussurra -

urla (talvolta) - discorre e ride

ma non prevede la felicità

lei - la fascinata

                                                                l'ammaliatrice

 dei suoi corifei

repressi o sublimati - miscelati

o compressi - a torme - a bande - a file

di cipressi

                      solitàri - malmessi

                                       castrati

per il Regno (grida - sussurra lei)

                                per il non "Oraesempre"

esiliati (nei misteri - nei misteri - nel fondo -

nel fondo monumento di parole)

                               nel più oblungo

nel più ovale del mondo

                                 la pianta

s'è essiccata

                     la pianura gelata  

                                l'acqua allaga

e rivela

              sussurra lei ( la vivandiera

senza cibo assediata

                         acquartierata senza acqua -

bambinella corsara ed equina

gazzella)

La bellezza

 

ah quel filo - quel filo -

la bellezza - il cartiglio sul collo - s'un colle

la verdezza

                           il deserto - la piaga

che questo mondo è

a coloro che non son suoi (altro inizio)

                                                       poi:

veemente - spaesato paesaggio -

casto corteggio - epifania - coraggio

                                                       e dopo

carne - corpo fuso nella bellezza - e bellezze

di pietra e cruda asprezza e montagne e città

(che a vicenda si son perse d'udito)

                                               gronda questa luce dagli occhi

dalle orecchie - quel tatto lieve - quel sonoro suono

boschi che bruciano - mostri metropoliti

in cupa mostra

                              bandiere belle

e belle sonaglière

                        begli alberi e bei visi

e più sporche riviere

 

                            tutto segnato (a fuoco?) o non piuttosto

tutto quanto sognato?

*************************************

postato da: ivanomugnaini alle ore 14:46 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: antologia, editi, gazebo edizioni

Chi sono

Utente: ivanomugnaini
Nome: Ivano Mugnaini
IVANO MUGNAINI Si è laureato in Lettere Moderne all'Università di Pisa. E' autore di testi di prosa, poesia e saggistica. E' direttore della collana di narrativa dell'editrice "Puntoacapo". Cura la rubrica "L'ombra del vero", sul sito della Bompiani RCS: www.bompiani.rcslibri.it/speakerscorner , all'interno del quale propone suoi racconti e sue "rivisitazioni" di film e classici letterari. Pubblica suoi testi e recensioni per alcune riviste nazionali tra cui: "L' Immaginazione", "La Mosca di Milano" e numerose altre. Pubblica note di lettura anche su riviste diffuse tramite Internet. In particolare Vico Acitillo 124 - Poetry Wave, www.vicoacitillo.it, su "Via Delle Belle Donne", su "Rebstein" e sul sito "Sinestesie", di cui è redattore per la sezione "Scritti di poesia", E' socio e collaboratore del Gruppo Internazionale di Lettura di Pisa. Collabora, come autori di testi, con alcune associazioni culturali, tra cui "Il Teatro di Campana". Alcuni suoi racconti e poesie sono stati letti e commentati in trasmissioni radiofoniche di Rai - Radiouno. Fa parte della Giuria di alcuni Premi letterari, tra cui il Concorso nazionale di poesia "Astrolabio". Il suo racconto "Desaparecidos" è stato pubblicato nell'Antologia "Parole di Carta" recentemente pubblicata da Marsilio Editore. E' autore di racconti premiati o segnalati in alcuni concorsi letterari, tra cui: Premio "Nuove Lettere" Istit. Italiano di Cultura (NA); "Città di Lanciano" (CH)ed altri. Ha pubblicato la raccolta di racconti "LA CASA GIALLA" e il romanzo "LIMBO MINORE" (Piero Manni editore, Lecce). E' autore di poesie e raccolte premiate o segnalate in concorsi letterari nazionali, tra cui: Premio "Eugenio Montale" (Roma) - Sez. Inediti Italiani - "Leopardi" (Recanati) Centro Studi Leopardiani; "Lerici-Pea" (SP) ; "Camaiore" (LU) -Sez. opere prime, ed altri. Ha pubblicato la silloge dal titolo "CONTROTEMPO". Tra i critici ed autori che hanno presieduto giurie in cui sono stati premiati i suoi testi, si sono occupati della sua attività letteraria o hanno scritto note o commenti sui suoi lavori, ricordiamo: Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Ferdinando Camon, Paolo Maurensig, Giorgio Saviane, Michele Dell'Aquila, Umberto Russo, Walter Mauro, Raffaele Nigro, Andrea Camilleri ed altri.

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