DEDALUS: CORSI, CONCORSI, TESTI E CONTESTI DI VOLO LETTERARIO

Il progetto è quello del volo panoramico, in forma di parole, idee, letture, riletture, sui territori letterari, tra mura ed ali, labirinti e spazi liberi
domenica, 08 febbraio 2009

ERAVAMO CIECHI E RESISTENTI - poesie di Maria Attanasio

"Eravamo/ ciechi e resistenti", scrive Maria Attanasio nei versi qui proposti tratti da "Amnesia del movimento delle nuvole", edito da La Vita Felice. Ciechi e resistenti, ossia ciechi ma resistenti: condizioni che appaiono quasi in rapporto ossimorico, intrinsecamente contradditorio e conflittuale. Non è così. Si può e si deve resistere, nonostante la cecità imposta, suggerita, inoculata, esaltata tramite spot mirati, pubblicità occulta e palese. La cecità, e l'atteggiamento ad essa correlato, il silenzio, vengono santificati sugli altari di mille voci ronzanti attigue ai palazzi dove si annida il potere. Si può resistere, i versi di Maria Attanasio lo dimostrano con ampia, ritmata, possente evidenza: tramite la scrittura, tramite la ricerca di senso, complessa, intricata, a volte deliberatamente dislocata, arabescata, diretta per mirabili e vitali volute verso le due mete salvifiche da conservare e da ricercare fino all'ultimo filo di fiato: la verità e la bellezza. Anche quest'ultima conciliazione, essenza della poesia di ogni tempo, ma anche di ogni vita che pretenda di avere un significato, è resa pratica attiva dai versi della Attanasio. Attraverso una poesia che racconta, affabula, conduce a visioni spesso crude ed estreme, ma sempre percorrendo vie assolate ed autentiche, quelle delle campagne siciliane, ma anche le arterie della Mitteleuropa. E' poesia mediterranea ed universale, radicata nello spazio concreto e nel tempo, "nel mondo delle epoche", il cui senso è nel dolore ma anche nella rivalsa, nella sete di giustizia umana, conscia e innamorata della vita, nonostante tutto, a dispetto delle ferite della storia e della contemporaneità. Leggere i versi di Maria Attanasio è un piacere estetico, di natura ritmico-musicale, ma anche un atto di intensa presa di coscienza, rabbia, amore, passione civile senza retorica, per tramutare le amnesie in memoria, in presenza viva. Con molto piacere inserisco in questo spazio di volo letterario una poesia legata al sangue e alla linfa autentica della terra. I.M.

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MARIA ATTANASIO

Da Amnesia del movimento delle nuvole (Ed. La Vita Felice, Milano, 2003)

 

In fuga, a branchi

 

Risalimmo le lettere del libro

il mistero della luce a spirale

nella stanza – a branchi, in fuga,

non si sa da chi da quanto- ribaltando

il silenzio in algido fondo

astrale.


* * *

   

 

Nel mondo delle epoche

 

Nel mondo delle epoche echeggiavano risate

vibrazioni come tuoni tempeste in lontananza

erano invece i parlanti -guerre epidemie campi

minati e campi di sterminio- avremmo voluto

soffrire per quelli, portare un qualche aiuto

-Spartaco a Roma è crocifisso- eravamo

ciechi e resistenti: grumo afasico e incolore

che non volendo era.

 


* * *

    

                    …odiavo l’inverno

                 

                  …odiavo l’inverno e mi dispiacque

essere ameba nella notte antartica

-sorte di banco in banco acuminato

letargo- aspettando tra le tempeste

che Magellano doppiasse Capo Horn

o che un qualche animale sulla tolda

mi metabolizzasse in balzo di tigre

nella savana. Al buio continuai la mia corsa,

poi gli occhi vicinissimi allo specchio

verdi, radianti…


* * *

 

La sedia che la sua mano…

 

La sedia che la sua mano impagliò

e disperse le sue tracce

tra il bianco delle infermerie il freddo

dei notomizzati nel buio lessicale

che fu

schianto di temporale tra gli agrumeti,

estate di fumo nei campi del quaranta.

Arbeit macht frei.

 

 

 * * *

  

..di colpo la parola smarrimento…

 

…di colpo la parola smarrimento subito dopo l’altra

seicento -facili rime assonanze mi dicevo nel sonno-

affondando tra i liquami nel lazzaretto di Palermo

dove fui medico della Gran Corte –di nome Ingrassia-

con infusi alchimie salvavo dalla morte gli appestati,

l’anno dopo da ignota mano avvelenato a corte per invidia…

                                                                                           …morivo

a poco a poco risalendo tra le strade di Parigi sul finire

del secolo dei lumi Viva Saint Just! Viva Robesbierre!

Fu sentenza di morte. Sulla carretta  verso la ghigliottina

domandai chi fossi al Capitano Giustiziere indicò

nel folto di una schiera un ragazzo imbottito di tritolo

in Palestina, e un’altra, lapidata…

                                                       ….nel frattempo ero già morta…

 

Era la notte del diciannove giugno del 2002: non sapevo chi,

in quale modo ero.


 * * * 

 

Un attimo uno solo…

 

Un attimo uno solo -assoluto

in cima al campanile- luce

di sofferenza intelligente

che tace nell’occhio del mattino

senza scissure fraintendimenti

si guarda e non si riconosce,

il dio imperfetto, la grande amnesia.

postato da: ivanomugnaini alle ore 11:14 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: maria attanasio, la vita felice, editi, amnesia del movimento delle nuvo

Chi sono

Utente: ivanomugnaini
Nome: Ivano Mugnaini
IVANO MUGNAINI Si è laureato in Lettere Moderne all'Università di Pisa. E' autore di testi di prosa, poesia e saggistica. E' direttore della collana di narrativa dell'editrice "Puntoacapo". Cura la rubrica "L'ombra del vero", sul sito della Bompiani RCS: www.bompiani.rcslibri.it/speakerscorner , all'interno del quale propone suoi racconti e sue "rivisitazioni" di film e classici letterari. Pubblica suoi testi e recensioni per alcune riviste nazionali tra cui: "L' Immaginazione", "La Mosca di Milano" e numerose altre. Pubblica note di lettura anche su riviste diffuse tramite Internet. In particolare Vico Acitillo 124 - Poetry Wave, www.vicoacitillo.it, su "Via Delle Belle Donne", su "Rebstein" e sul sito "Sinestesie", di cui è redattore per la sezione "Scritti di poesia", E' socio e collaboratore del Gruppo Internazionale di Lettura di Pisa. Collabora, come autori di testi, con alcune associazioni culturali, tra cui "Il Teatro di Campana". Alcuni suoi racconti e poesie sono stati letti e commentati in trasmissioni radiofoniche di Rai - Radiouno. Fa parte della Giuria di alcuni Premi letterari, tra cui il Concorso nazionale di poesia "Astrolabio". Il suo racconto "Desaparecidos" è stato pubblicato nell'Antologia "Parole di Carta" recentemente pubblicata da Marsilio Editore. E' autore di racconti premiati o segnalati in alcuni concorsi letterari, tra cui: Premio "Nuove Lettere" Istit. Italiano di Cultura (NA); "Città di Lanciano" (CH)ed altri. Ha pubblicato la raccolta di racconti "LA CASA GIALLA" e il romanzo "LIMBO MINORE" (Piero Manni editore, Lecce). E' autore di poesie e raccolte premiate o segnalate in concorsi letterari nazionali, tra cui: Premio "Eugenio Montale" (Roma) - Sez. Inediti Italiani - "Leopardi" (Recanati) Centro Studi Leopardiani; "Lerici-Pea" (SP) ; "Camaiore" (LU) -Sez. opere prime, ed altri. Ha pubblicato la silloge dal titolo "CONTROTEMPO". Tra i critici ed autori che hanno presieduto giurie in cui sono stati premiati i suoi testi, si sono occupati della sua attività letteraria o hanno scritto note o commenti sui suoi lavori, ricordiamo: Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Ferdinando Camon, Paolo Maurensig, Giorgio Saviane, Michele Dell'Aquila, Umberto Russo, Walter Mauro, Raffaele Nigro, Andrea Camilleri ed altri.

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