DEDALUS: CORSI, CONCORSI, TESTI E CONTESTI DI VOLO LETTERARIO

Il progetto è quello del volo panoramico, in forma di parole, idee, letture, riletture, sui territori letterari, tra mura ed ali, labirinti e spazi liberi
domenica, 16 novembre 2008

ADDIO E RINASCITA - "Codice terrestre" di Gabriela Fantato

Tra i vincitori del Premio "Tortona", di cui si è tenuta da poco la cerimonia di premiazione, ci sono vari autori che ho avuto il piacere di ospitare in Dedalus, e che sarò lieto di rileggere e ripresentare in questo spazio. Mi fa piacere che ci sia concordanza di idee con la giuria del Premio, e colgo l'occasione per proporre qui alcune liriche tratte da Codice terrestre, il libro di uno dei vincitori, Gabriela Fantato. E' un libro che parla del tempo, e, coerentemente, è esso stesso fatto di tempo, sia nel senso di ritmo che nell'accezione concreta e astratta riguardante il trascorrere fisico e mentale, vissuto e pensato, delle stagioni della vita. Non c'è resa, tuttavia, all'incedere e all'incombere della trasformazione. Prende atto, Gabriela Fantato, del mutare costante di visioni e prospettive e del conseguente sfumare delle certezze, istantanee colte nell'atto del movimento, e quindi necessariamente imperfette e sfumate. Non c'è resa perché non rinuncia a cogliere l'essenza, il "Bacio dopo l'ultimo", o un "Canto per Galileo", come recitano i titoli di due sezioni del libro. C'è il senso del dolore, e di una sconfitta presente e futura, di cui necessita tenere conto. Ma c'è anche, grazie all'abilità dell'autrice di far emergere la vita dalla vita, l'anima dalle cose e dai gesti apparentemente minori, il senso di una realtà che consente ancora una forma di respiro, un adeguatamento al Codice scritto e non sottoscritto, tramite la consapevolezza che, frutti imperfetti di nascite imperfette, "nella fessura del presente stiamo,/ dentro la testa - un mare,/ senza data e il nome". Per arrivare alla visione più nitida e essenziale, la capacità di comprendere, o meglio di percepire, in un attimo, la compresenza di passato, presente e futuro, la speranza-certezza che "la terra conserva/ la formula del fiore e la legge/ della stella". I.M.

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 GABRIELA FANTATO

da   Codice terrestre

           VI.

 

 

 

 

C’è un'intimità dentro la pietra,

la mano può sentirla

– il bocciolo salva il fiore,

il figlio suo padre.

 

Tentiamo la cima nel tempo

dell’infanzia segnata nell’abbraccio

dentro l’acqua

e i racconti salvati nel bisbiglio

della madre.

 

Il problema non è il silenzio,

non i papaveri cresciuti a marzo

tutto è partenza, solo l’arrivo

libera dal male.

 

Si potrebbe sentire la linea del legno,

prendere le schegge sulla pelle.

A dopo il regno della voce, a dopo.

* * *

VIII.

 

 

Forse il peso che sento nelle spalle

è questo mugolare

– la materia parla ostinata, a sottintesi.

E’ un ronzio che striscia dal metrò

alle case, al piatto, al tavolo da pranzo.

Nemmeno i balconi sanno tenere

il sibilo che sale dai tombini

e non si ferma.

 

Una finestra sta ficcata nel cielo

con la promessa di aprirsi.

Succede, come sempre, succede

di sbieco si vede il taglio,

la bellezza che resiste.

 

Ne sono certa, verrà di nuovo aprile,

verrà nel fusto dei platani

un’estate d’aria e d’erba cruda.

Nient’altro.

* * *

- l’arrivo

 

   

Seguo i metri – uno su uno,

sino al colpo, sino all’abbraccio.

Vengo da te che mi strappi e sei

la mia stanchezza.

 

Forse è vero, sarei la tua terra,

– un solco per la mietitura.

La città sale dentro le lenzuola,

il racconto è sirene

e allarme.

Solo l’inondazione di rughe

e figli placa il cielo, questo bianco.

 

Mi distendo nell'incavo dell’estate,

paziente alla resa.

Insisto la richiesta, salto alle radici.

Tu respirami

pesce d’oceano – ricorda la bocca

* * *

Nascite imperfette

 

  

Nella fessura del presente stiamo,

dentro la testa – un mare,

senza data e il nome

 

resta la ninna nanna

di mia madre nel bianco,

come fosse una notte

                                 senza luna

 

E’ stretta la mattina dove si perde,

dove è più scuro

il giorno sopra le pagine

 

resta il segno nella mano

di mio padre,

           la nostalgia, un balzo

                                              senza fine

 

La terra conserva

la formula del fiore e la legge

della stella.

 

 

 * * *

La forma della vita

 

 

Cammini sul ciglio della strada

dove non c’è riparo, né contatto.

Tutto è compiuto

in questa città che ha la forma

di ogni altra città a venire.

 

Cola la notte dentro gli uomini,

strade a corridoio

dove  scivola il gesto che sa

e tace – la ferita.

 

Sarà questa l’ora di dirlo

il tempo immacolato e crudele?

L’ infanzia orfana,

la casa – una guerra nella pelle

che tiene la memoria.

 

Le luci, le luci sono troppo alte

per vedere l’ombra,

la vostra – la mia e il sangue

nel canto taciuto ai figli

dentro la pagina.

 

I corpi hanno perso il sogno

nel tanto spaccare la vita

con le unghie, sino in fondo,

nel dirlo ogni volta – estinto

il sogno

come fosse per davvero,

per sempre.

 

 

Cerco l’abbraccio nelle piazze

smagrite, lo trovo la notte,

lo inseguo nel piano inclinato

degli occhi.

 

  

Ho scavato una grotta

per la solitudine e la preghiera

non scordata mai, non saputa

se non nel grido.

 

 

Sotto, più giù dentro i cunicoli,

nel nero che assedia

le ginocchia

si chiude il cerchio, la parola

consumata all’inizio

– non ho più occhi.

 

 

Tengo stretta la mia,  la tua ora

quella che sola ci appartiene

dove diciamo  – amore

e ci credi e lo tieni

come l’ospite, l’ultimo.

 

 

postato da: ivanomugnaini alle ore 14:40 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: la vita felice -editi

Commenti
#1   16 Novembre 2008 - 15:31
 
"Ho scavato una grotta
per la solitudine e la preghiera
non scordata mai, non saputa
se non nel grido".

Leggo questa manciata di testi di Gabriela Fantato e qui desidero ringraziarla perché so che è nella grotta della solitudine che riaffiora la preghiera che attraverso i nervi e le vene ci radica di nuovo alla terra, alle origini. Qui io risento la voce magica, potente e misteriosa della Cvetaeva, di Mandel'stam. E mi inchino.
utente anonimo

#2   16 Novembre 2008 - 15:33
 
Ho dimenticato di firmare il commento. Mai piaciuti i commenti anonimi. Fabio Franzin
utente anonimo

#3   17 Novembre 2008 - 16:48
 
Codice terrestre: un libro notevolissimo che non può passare inosservato se l'autrice è una poetessa brava come Gabriela Fantato che annovero( e lei lo sa) tra le "mie" poetesse italiane preferite.
lucetta frisa
utente anonimo

#4   17 Novembre 2008 - 21:38
 
Cara e brava Gabriela, che conosco e seguo, e stimo da quasi venti anni..con questo libro quasi che tutto quanto scritto prima fosse gestazione di una fioritura improvvisa e calcolata, invece.Molte primavere, Gabriela! Maria Pia Quintavalla
utente anonimo

#5   18 Novembre 2008 - 12:22
 
"Tutto è compiuto
in questa città che ha la forma
di ogni altra città a venire"

Un assaggio di un libro che, da quel che leggo, merita attenzione. Non conoscevo le poesie di Gabriela Fantato, debbo colmare la lacuna.

Ciao
liliana
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Chi sono

Utente: ivanomugnaini
Nome: Ivano Mugnaini
IVANO MUGNAINI Si è laureato in Lettere Moderne all'Università di Pisa. E' autore di testi di prosa, poesia e saggistica. E' direttore della collana di narrativa dell'editrice "Puntoacapo". Cura la rubrica "L'ombra del vero", sul sito della Bompiani RCS: www.bompiani.rcslibri.it/speakerscorner , all'interno del quale propone suoi racconti e sue "rivisitazioni" di film e classici letterari. Pubblica suoi testi e recensioni per alcune riviste nazionali tra cui: "L' Immaginazione", "La Mosca di Milano" e numerose altre. Pubblica note di lettura anche su riviste diffuse tramite Internet. In particolare Vico Acitillo 124 - Poetry Wave, www.vicoacitillo.it, su "Via Delle Belle Donne", su "Rebstein" e sul sito "Sinestesie", di cui è redattore per la sezione "Scritti di poesia", E' socio e collaboratore del Gruppo Internazionale di Lettura di Pisa. Collabora, come autori di testi, con alcune associazioni culturali, tra cui "Il Teatro di Campana". Alcuni suoi racconti e poesie sono stati letti e commentati in trasmissioni radiofoniche di Rai - Radiouno. Fa parte della Giuria di alcuni Premi letterari, tra cui il Concorso nazionale di poesia "Astrolabio". Il suo racconto "Desaparecidos" è stato pubblicato nell'Antologia "Parole di Carta" recentemente pubblicata da Marsilio Editore. E' autore di racconti premiati o segnalati in alcuni concorsi letterari, tra cui: Premio "Nuove Lettere" Istit. Italiano di Cultura (NA); "Città di Lanciano" (CH)ed altri. Ha pubblicato la raccolta di racconti "LA CASA GIALLA" e il romanzo "LIMBO MINORE" (Piero Manni editore, Lecce). E' autore di poesie e raccolte premiate o segnalate in concorsi letterari nazionali, tra cui: Premio "Eugenio Montale" (Roma) - Sez. Inediti Italiani - "Leopardi" (Recanati) Centro Studi Leopardiani; "Lerici-Pea" (SP) ; "Camaiore" (LU) -Sez. opere prime, ed altri. Ha pubblicato la silloge dal titolo "CONTROTEMPO". Tra i critici ed autori che hanno presieduto giurie in cui sono stati premiati i suoi testi, si sono occupati della sua attività letteraria o hanno scritto note o commenti sui suoi lavori, ricordiamo: Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Ferdinando Camon, Paolo Maurensig, Giorgio Saviane, Michele Dell'Aquila, Umberto Russo, Walter Mauro, Raffaele Nigro, Andrea Camilleri ed altri.

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