DEDALUS: CORSI, CONCORSI, TESTI E CONTESTI DI VOLO LETTERARIO

Il progetto è quello del volo panoramico, in forma di parole, idee, letture, riletture, sui territori letterari, tra mura ed ali, labirinti e spazi liberi
mercoledì, 12 novembre 2008

ANTONIO ALLEVA - testi

Si muove su spazi estremi e contrapposti, Antonio Alleva, sia sul piano della forma che su quello del tono e dei temi prescelti: passa da una liricità nitida, ricercata, lieve e in qualche misura classica, ad un approccio più scabro, essenziale, brusco nel ritmo e crudo nel taglio. Tra evocazione dell'ideale e registrazione del reale. Nel "moto perpetuo" dell'esistenza pare voler trovare, o creare, qualche punto fermo, un'immagine certa, nei margini e nelle figure. Ma ogni volta all'operazione "grafico-onirica" si affianca e si sovrappone la coscienza del vero, le ferite, le fratture, gli strappi al quadro ideale dell'essere e dell'amare. Tra istanti in cui sembra di "sfogliare tra la punta delle dita/ il quid del celeste" a momenti in cui la domanda d'esordio, immediata, ineludibile, è "qual è il senso dell'ultimo rantolo?". Ma nelle poesie di Alleva non c'è mai, come è opportuno che sia, un completo abbandono all'ebbrezza o al dolore. C'è una miscela particolarissima e originale, una mistura ricca di tenacia e volontà, una tensione verso una speranza matura, concreta, ottenuta e ricercata tramite la lotta e la passione autentica. Una ricerca che porta a prendere atto con lui, nonostante il peso di assurdi millenni, di "quanto inesausti siano e indomiti gli uomini e le cose". I.M.

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testi di ANTONIO ALLEVA

CICCIO E ZIA MARIA

qual è il senso dell’ultimo rantolo?

e il mio che li chiamavo forte tra la nebbia

Ciccio, zia Maria

misteriosamente uniti da un tenero unisono

oh Gabriele che li guardavi dalla tua piccola palla di neve

qual è il senso delle creature ammalate umiliate ferite

quale della gravità che le schiaccia

come fosse il piano della terra l’immensa croce

dove ci piantano ogni giorno senza chiodi né legno

e io che prima di quell’ultimo rantolo

gli fissavo l’imbavagliato urlo verso la luce e l’angelo

gli fissavo le pupille ritentare l’aggancio

a qualunque a qualunque cosa gli si muovesse intorno

e i loro palmi mi facevano vibrare il palmo

frugando ancora e ancora

«ancora per favore un goccio d’aria».

* * *

 

BUSSAI ALLA PORTA

bussai alla porta col sangue ancora fresco sulle nocche

Pietro esclamò sei sconvolto ragazzo mio.

gli risposi se c’è un tempo anche per l’ospite inatteso

se c’è una porta, se era quella e

se c’è, se era la porta giusta anche per me.

uscivo allora dal lampo furibondo,dal morso alle spalle,

dal temutissimo sibilo dal violento colpo di coda,

e pensare che mi sarebbe bastato ancora un istante, un respiro di tempo,

io volevo provare a baciarla davvero la terra

a penetrarla davvero con lo sguardo della mano profonda,

a incantarmi a inchinarmi come sanno fare solo i fili d’erba,

io volevo provare ad addestrarmi davvero

all’ascolto militante del canto degli angeli,

e pensare che mi sarebbe bastato ancora un istante, un respiro di tempo,

quando mi tornarono alle spalle che ero in ginocchio

ad annusare le virgo l’aroma tra la salvia negli orti.

* * *

 

POI ARRIVARONO QUEL GIORNO QUEL LAMPO

poi arrivarono quel giorno quel lampo

quel pomeriggio d’ottobre in cui il sole sembrava

un’immensa carezza

carezza sul celeste

sui gerani superstiti,

sui mattoni sui legni delle porte,

sugli ultimi giri delle bici all’aria aperta,

un’infinita carezza

sulla struggente bellezza dei melograni morenti.

«Oh sì – pareva mormorare l’invisibile Artefice,

oh sì l’imperdonabile Custode pentito –

oggi realizzo anch’io il peso di quanti assurdi millenni

e quanto inesausti siano e indomiti gli uomini e le cose,

e quanta fragilità nei dati di fondo e quanto inaudito sfrido»

un’infinita carezza

al tic tac che sento e al muro da cui pende

«e anche a te sulla tua guancia»

gli mormorò porgendogli un fiordaliso l’io narrante.

postato da: ivanomugnaini alle ore 16:12 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: editi

Commenti
#1   16 Novembre 2008 - 18:56
 
Rinnovo il mio apprezzamento ai tanto originali versi di Antonio Alleva,poeta sorprendente e "appartato" nel vero senso del termine e non solo perché abita a Terni ,,,
E ringrazio ancora una volta Ivano Mugnaini e il suo fiuto rabdomantico nel proporci poeti autentici
lucetta frisa
utente anonimo

Commenti

Chi sono

Utente: ivanomugnaini
Nome: Ivano Mugnaini
IVANO MUGNAINI Si è laureato in Lettere Moderne all'Università di Pisa. E' autore di testi di prosa, poesia e saggistica. E' direttore della collana di narrativa dell'editrice "Puntoacapo". Cura la rubrica "L'ombra del vero", sul sito della Bompiani RCS: www.bompiani.rcslibri.it/speakerscorner , all'interno del quale propone suoi racconti e sue "rivisitazioni" di film e classici letterari. Pubblica suoi testi e recensioni per alcune riviste nazionali tra cui: "L' Immaginazione", "La Mosca di Milano" e numerose altre. Pubblica note di lettura anche su riviste diffuse tramite Internet. In particolare Vico Acitillo 124 - Poetry Wave, www.vicoacitillo.it, su "Via Delle Belle Donne", su "Rebstein" e sul sito "Sinestesie", di cui è redattore per la sezione "Scritti di poesia", E' socio e collaboratore del Gruppo Internazionale di Lettura di Pisa. Collabora, come autori di testi, con alcune associazioni culturali, tra cui "Il Teatro di Campana". Alcuni suoi racconti e poesie sono stati letti e commentati in trasmissioni radiofoniche di Rai - Radiouno. Fa parte della Giuria di alcuni Premi letterari, tra cui il Concorso nazionale di poesia "Astrolabio". Il suo racconto "Desaparecidos" è stato pubblicato nell'Antologia "Parole di Carta" recentemente pubblicata da Marsilio Editore. E' autore di racconti premiati o segnalati in alcuni concorsi letterari, tra cui: Premio "Nuove Lettere" Istit. Italiano di Cultura (NA); "Città di Lanciano" (CH)ed altri. Ha pubblicato la raccolta di racconti "LA CASA GIALLA" e il romanzo "LIMBO MINORE" (Piero Manni editore, Lecce). E' autore di poesie e raccolte premiate o segnalate in concorsi letterari nazionali, tra cui: Premio "Eugenio Montale" (Roma) - Sez. Inediti Italiani - "Leopardi" (Recanati) Centro Studi Leopardiani; "Lerici-Pea" (SP) ; "Camaiore" (LU) -Sez. opere prime, ed altri. Ha pubblicato la silloge dal titolo "CONTROTEMPO". Tra i critici ed autori che hanno presieduto giurie in cui sono stati premiati i suoi testi, si sono occupati della sua attività letteraria o hanno scritto note o commenti sui suoi lavori, ricordiamo: Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Ferdinando Camon, Paolo Maurensig, Giorgio Saviane, Michele Dell'Aquila, Umberto Russo, Walter Mauro, Raffaele Nigro, Andrea Camilleri ed altri.

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