DEDALUS: CORSI, CONCORSI, TESTI E CONTESTI DI VOLO LETTERARIO

Il progetto è quello del volo panoramico, in forma di parole, idee, letture, riletture, sui territori letterari, tra mura ed ali, labirinti e spazi liberi
sabato, 01 novembre 2008

LA POESIA: VALE - testi editi di Biagio Cepollaro

Dell'ampia gamma di testi di Biagio Cepollaro a cui avrei potuto attingere, ho scelto alla fine proprio quelli presenti nel suo sito, www.cepollaro.it . In primo luogo perché l'intento di Dedalus, in questo caso come nelle precedenti e nelle future occasioni, è proprio quello di rimandare alla lettura di autori di valore, rinnovando la curiosità e invitando lettori e visitatori a cercare o ricercare di persona notizie, dati biobibliografici e testi. E non c'è luogo migliore per leggere ancora Cepollaro che approdare al suo sito personale, ricchissimo di scritti e notizie, ed anche non ultimo, di immagini. Cepollaro è infatti anche autore di arte visiva, e Dedalus, abituato a proporre nudi testi, preferisce indicare un luogo in cui è presente al contrario una vasta gamma di immagini artistiche. Al di là di questa necessaria premessa, pubblico questa selezione di testi di Cepollaro tratti da numerosi libri, perché ritengo che nel caso di questo autore, coerente, rigoroso, scomodo, scabro, alieno a qualunque compromesso con qualsivoglia potere che non sia quello della libera espressione, sia più che mai attuale una delle possibile chiavi di lettura del titolo di questo post: LA POESIA: VALE. Vale nel senso di ha valore. Sicuramente letterario, per il tessuto fitto e saldo di assonanze e consonanze, per il ritmo, per la compattezza della struttura di Cepollaro. Ma vale anche in senso più ampio, sociale, e perciò umano. Vale perché ad ogni verso contraddice l'idea (che qualcuno si ostina ancora a tenere viva) che la poesia sia uno sfogo fine a se stesso o un esercizio estetico e vano. La poesia, quella vera, è strumento di esistenza e resistenza, spazio da difendere con i denti, pagando, ogni giorno, il coraggio di esistere, erigendo dighe di parole, gesti e scelte per contrastare "nuovi avvallamenti di sabbia e capitali". I.M.

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               TESTI DI BIAGIO CEPOLLARO

Luna persciente (1989-92)

da: Epistola alla moglie Franci

(epistola alla moglie Franci)

 

disertato inerme cupiscente

lanciato in un lascia-spingi

 

di viale gente fioccoso

ripiegato tutto dentro al

 

torace occhio allo sterno

stremato senza rullo agire  

 

(...)

Fabrica (1993-97)

da: Meditationes 3

dentro la terza rivoluzione industriale si confondono per la terza

volta le cose e i sottostanti sommovimenti non sembrano più feroci

 

né tali

ci si mette anche a ragionare

 

sulle idee. tranne scriba che intravedendo vede enormi prodigiose

masse d’acqua le dighe le sotterranee esplosioni le sparizioni e la deriva

 

dei nuovi avvallamenti di sabbia e capitali

Le parole di Eliodora (1983-84) 

da: Che non saprei dirti nulla:

che non saprei dirti nulla

                                      (tanto

       meno scriverti

               che vivo d’accensioni

                                                 (colpi

                     di coda e reni)

                           che un filo tiene il cervello

                               ai piedi

                                                        (la pelle

                               conduce le parole e tutto il gioco

Versi Nuovi (1998-01)

da: Per ogni giorno

dovrei dire anch’io a quarant’anni ciò che a venti

non si poteva dire chè ti viene naturale all’inizio solo

quello che hai sentito dire       il resto

che conta  

nessuno te lo dice ci devi

sbattere per poi scoprire

che anche un applauso ti porta

fuori

strada che debole

è la via

e veramente oscura            e chiesi  

come fare

ad avere mente

ordinaria  

(...)

 

 

La poesia: Vale (2003)

 

da: Male d'amore

 

*

non prendertela con lui, Vale, non è lui

lo stronzo come dici: è che ciò che in alto

ci porta è anche quello che ci fa precipitare:

insieme tirate la corda che vi fa cascare.

 

 

*

non va perso niente, Vale, niente: ogni lacrima

ogni sussulto allo squillo del cellulare: niente.

ma senza di lui la vita andrà avanti lo stesso

tornerà la tua stanza il concerto la pizzata

con la Simo e con quelli della piazza

le cazzate della festa finchè ti diranno

che una volta la Vale era fuori –di testa.

 

 

 

Lavoro da fare (2002-2005)

 

                VIII

 

ecco che in una piazza

ritroviamo il nostro vulcano

quella cosa di fronte sulla cui

cima ci siamo mille volte

arrampicati per poi discendere

con quotidiana conferma della cosa

non detta a parole

luminosamente fissa

e alta

 

abbiamo preso nello stile una strada

solitaria e muovendo ci sentiamo

senza terra sotto i piedi: di qui

i capovolgimenti ché senza storia

ci si muove nello spazio in cerca

di approdo

 

per questo la piazza quasi comune

funge da inizio e ci dice che mai

bellezza lo è stata semplicemente

che a lei era affidata la pausa

che fa sentire la musica fatta

di un tocco ripetuto quanto la vita

e quella musica ancora risuona

anche se mai veramente diventata

mondo

 

ché a lui frammisto

è finita meccanica nostra

l’oceano sordo di atti piovuti

giù senza consapevolezza

 

 

(...)

 

 

*

dunque era questo

il lavoro da fare: giungere

alla Porta

 

e anche se presto

gli abiti ci si richiudono

addosso

il grosso del lavoro

è stato fatto

 

il sospetto della bellezza

dell’essere

oggi non è più sospetto

ma un’esperienza

 

oggi non vogliamo più

che le porte siano chiuse

abbiamo sbirciato

e nella grande sala

c’era un lago verde-chiaro

e profumo di alghe

e di presto mattino

 

ci siamo visti al centro del lago

con i piedi sui sassi del fondale

e le mani che toccavano

il cielo

ci siamo anche voltati

da ogni lato

e da ogni lato c’era il verde

del lago

 

ora siamo sulla Porta

e non sappiamo né ci importa

quali saranno le parole

a venire

noi andiamo oltre i segni

per il tempo che ci resta

 

noi andiamo a ringraziare

per essere stati invitati

al banchetto

 

ora siamo sulla Porta

del ritorno e della restituzione

 

 

postato da: ivanomugnaini alle ore 20:01 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: editi

Commenti
#1   04 Novembre 2008 - 00:04
 
E' sempre un vero piacere rileggere Cepollaro, ripercorrere il suo cammino nei passi delle poesie, che contengono il tutto: dalle immagini alla lirica al parlato,alle storie narrate, ma sono distinzioni che fanno un pò sorridere, tenuto conto della libertà e unità vera, stilistica, che lui ci dona.
Un affettuioso augurio, allora, a Biagio da Maria Pia Q.
utente anonimo

#2   14 Gennaio 2009 - 19:53
 
che belle le poesie carlangelo, un'antologia di spoon river delicatissima, piena di una malinconia e di una saggezza direi italiana, quella dei nostri vecchi, (diversi dai vecchi degli altri paesi? forse sì), che guardano la morte con distacco e amore, senza ansia, con la maturità e lo sguardo che si allunga oltre di chi sa di dover essere rispettoso verso una signora che presto, e prima o poi per tutti, sarà compagna. daniela bernard
utente anonimo

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Chi sono

Utente: ivanomugnaini
Nome: Ivano Mugnaini
IVANO MUGNAINI Si è laureato in Lettere Moderne all'Università di Pisa. E' autore di testi di prosa, poesia e saggistica. E' direttore della collana di narrativa dell'editrice "Puntoacapo". Cura la rubrica "L'ombra del vero", sul sito della Bompiani RCS: www.bompiani.rcslibri.it/speakerscorner , all'interno del quale propone suoi racconti e sue "rivisitazioni" di film e classici letterari. Pubblica suoi testi e recensioni per alcune riviste nazionali tra cui: "L' Immaginazione", "La Mosca di Milano" e numerose altre. Pubblica note di lettura anche su riviste diffuse tramite Internet. In particolare Vico Acitillo 124 - Poetry Wave, www.vicoacitillo.it, su "Via Delle Belle Donne", su "Rebstein" e sul sito "Sinestesie", di cui è redattore per la sezione "Scritti di poesia", E' socio e collaboratore del Gruppo Internazionale di Lettura di Pisa. Collabora, come autori di testi, con alcune associazioni culturali, tra cui "Il Teatro di Campana". Alcuni suoi racconti e poesie sono stati letti e commentati in trasmissioni radiofoniche di Rai - Radiouno. Fa parte della Giuria di alcuni Premi letterari, tra cui il Concorso nazionale di poesia "Astrolabio". Il suo racconto "Desaparecidos" è stato pubblicato nell'Antologia "Parole di Carta" recentemente pubblicata da Marsilio Editore. E' autore di racconti premiati o segnalati in alcuni concorsi letterari, tra cui: Premio "Nuove Lettere" Istit. Italiano di Cultura (NA); "Città di Lanciano" (CH)ed altri. Ha pubblicato la raccolta di racconti "LA CASA GIALLA" e il romanzo "LIMBO MINORE" (Piero Manni editore, Lecce). E' autore di poesie e raccolte premiate o segnalate in concorsi letterari nazionali, tra cui: Premio "Eugenio Montale" (Roma) - Sez. Inediti Italiani - "Leopardi" (Recanati) Centro Studi Leopardiani; "Lerici-Pea" (SP) ; "Camaiore" (LU) -Sez. opere prime, ed altri. Ha pubblicato la silloge dal titolo "CONTROTEMPO". Tra i critici ed autori che hanno presieduto giurie in cui sono stati premiati i suoi testi, si sono occupati della sua attività letteraria o hanno scritto note o commenti sui suoi lavori, ricordiamo: Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Ferdinando Camon, Paolo Maurensig, Giorgio Saviane, Michele Dell'Aquila, Umberto Russo, Walter Mauro, Raffaele Nigro, Andrea Camilleri ed altri.

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