C'è una volontà tenace, nella poesia di Renzià D'Incà, di contrastare il dolore. Anche e soprattutto quello più subdolo, quello che si traveste da dovere, da convenzione consolidata, da presupposta Santa Inquisizione e Purificazione di colpe antiche e moderne, peccati più o meno originali ma sempre additati come atti di sfida da scontare. Per contrastare il dolore si può tentare di ignorarlo, schivandolo, camuffandolo, ricoprendolo di vesti posticce di immagini e di parole, oppure, con metodo opposto, si può provare a guardarlo negli occhi, per iniziare il cammino verso una forma di dialogo, una comunicazione: percorrendo in punta di piedi la stretta linea di confine che separa la forma altra, eterogenea, dall'abisso degli specchi, l'immedesimazione, la voglia di essere risucchiati da un gorgo. La sintesi mirabile di questo incontro-scontro tra l'io e l'opposto del sé, Renzia D'Incà l'ha offerta nei versi de Il Basilisco, un libro che ha ottenuto riscontri significativi, proprio per la capacità di proporre un approccio diretto alla necessità e al rischio di fare i conti con una parte oscura che attrae e respinge, affascina e inorridisce. Propongo qui in Dedalus qualche stralcio di testi tratti sia da Il Basilisco che da altri volumi editi dalla D'Incà. Ho tratto le liriche qui proposte dal sito della poeta di origine veneta da tempo residente in Toscana. Il sito della D'Incà, www.renziadinca.com, mi è parso anch'esso coerente con il suo modo di scrivere e di rapportarsi al mondo della poesia e al mondo tout court: sobrio, funzionale, attento all'estetica ma alieno ai fronzoli fini a loro stessi. Lo stesso atteggiamento, la stessa volontà di rivelarsi senza mai abdicare del tutto al diritto di conservare quel filo di mistero che è rispetto per la sacralità della persona e della poesia , l'ho trovata anche nei versi che propongo qui di seguito. Renzia D'Incà chiama il lettore a confrontarsi assieme a lei con il bello e l'orrendo, l'arte e l'assurdo, l'anelito all'eccelso che incontra sulla sua strada il becero, il violento, il nemico giurato di tutto ciò che è armonia: questi ostacoli ottusi, questi avversari tenacemente ottusi, l'autrice li contrasta con le armi che le sono proprie: l'intelligenza, l'ironia, la capacità di restare con i piedi per terra senza smettere di sognare nuvole baciate dal sole. E' ancora L'altro sguardo, titolo di un suo libro di qualche tempo fa, a costituire l'arma privilegiata di esistenza e resistenza. Ed è uno sguardo che coinvolge, quello di Renzia D'Incà, per le verità che sa proporre mentre dichiara, solenne e serena, "Io sono un'insostenibile bugia". E forse non è casuale l'uso di un'aggettivo che si pone in parallelo alla leggerezza dell'essere di Kundera. Una "guerrigliera delle parole", che ha il coraggio di osservare che "noi siamo l'amore e gli inferni domestici", ma che sa anche dire, e dirsi, tramite la poesia e la fedeltà ad essa: "io non sono un desiderio imploso/ e nemmeno una bruciante vendetta/ Sono la necessità/ che sopravvive ai sogni". I.M.
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...L'altro sguardo...
*
io non sono un desiderio imploso
e nemmeno una bruciante vendetta
Sono la necessità
che sopravvive ai sogni
*
io emigrante in terra di nessuno
coincidenza di opposti
convivo tra opposte polarità
io somma di numeri negativi
che fa sempre zero
luogo geometrico dove non mi incontro mai
oscuro presentimento fa di me un fuori legge
avverto clamore di poteri precostituiti
( non lavoro per bande
né per confraternite segrete)
-che sarà di me-
allaccio resistenze misteriose con gli angeli
per sollevarmi un pò da terra
ciclopica gravità mi sbatte al suolo
cado e mi rialzo con dignità
-almeno così m'illudo-
intanto la Storia passa sottotraccia
alla mia vita
ed io lancio per mare non informatico
segnali di vita in bottiglia cosmica
*
io sono
un'insostenibile bugia
un ghirigoro a lapis
sopra le certezze di un'adolescenza antica
io sono ciò che resta
del precipitato di nebbie alpine
corpuscolo di smog
atomo radioattivo cesio 173
sono la derivata alchemica
di un singhiozzo femminile
e una bestemmia paterna
sono la linea retta
fra due punti
A come abbandono
B come bambino
*
mi fanno paura la carne e il sangue
le pozzanghere scure
la notte dove tutte le vacche sono grigie
mi fanno orrore le siringhe
gli strumenti di tortura
la Prozac-felicità
e la porno-noia
Cosa ci rimane in fondo
che cosa ci consola
una sagace follia (?)
*
noi siamo ciò
che siamo stati
la memoria non serve a vivere
serve a non dimenticare
che siamo fallibili e soli
a scegliere fra luce e tenebra
noi torneremo sempre
nell'esatto punto
in cui è iniziato il nostro viaggio
condannati ad essere decisi
dagli eventi che ci hanno partorito
noi siamo l'amore e gli inferni domestici
da cui ci siamo illusi
di aver preso le distanze
in volo solitario
noi siamo sempre ciò che siamo stati
anche se ci merita un destino migliore
e la memoria serve solo a ricordarci
che il nostro viaggio è un eterno ritorno
dalla notte in corsa cieca incontro
a un'eterna notte
*
quando le parole annegano il discorso
meglio sostare sulla soglia del non dire
ad ascoltare il silenzio
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l'amante è più divino dell'amato
perché Dio è nel primo ma non nell'altro
(Platone - Simposio)
Brani estratti
Da Camera ottica (Baroni, Viareggio 2001)
In attesa di tornare a proporre, a breve, testi creativi di autori che ritengo molto interessanti, inserisco in Dedalus in questi ultimi giorni di agosto, un altro post informativo, riguardante una mostra e un convegno che hanno luogo oggi a Viareggio dedicati a Leonida Repaci: interverranno tra gli altri Enzo Romeo e l'amico Ottavio Rossani, poeta, critico e giornalista, curatore del blog di poesia del Corriere della Sera, www.poesia.corriere.it . I.M.
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26 agosto 2009 a Viareggio, ore 21.30
Omaggio a Leonida Repaci.
Una mostra e un convegno con gli interventi di
Enzo Romeo e Ottavio Rossani
Geografia dell’anima. La Calabria di Leonida Rèpaci è la mostra costituita da 60 pannelli di grande formato e dedicata al grande scrittore calabrese e fondatore del OPremio Viareggio, che è stata inaugurata il 21 agosto nei locali di Villa Paolina a Viareggio (Lucca), e che si chiuderà il 30 agosto prossimo.
Sempre a Villa Paolina il 26 agosto, alle ore 21.30, si svolgerà il convegno Omaggio a Leonida Rèpaci con gli interventi di Enzo Romeo (TG2 RAI)e di Ottavio Rossani (Corriere della Sera). L’attore Salvatore Puntillo leggerà alcuni brani particolarmente significativi dello scrittore, Con un sottofondo musicale (dal vivo). Infine, la proiezione dello storico documentario RAI del 1973, girato ne La Pietrosa di Palmi, la villa a strapiombo sul Tirreno, amatissima dallo scrittore e della moglie Albertina, filmato nel quale Rèpaci racconta e si racconta. Il documentario è firmato da Stefano Vecchione ed Attilio Zagari; nel Catalogo della Mostra l’introduzione è di Maria Brancato.
“La Calabria è una terra grande quanto mezzo Piemonte, e io non posso dire di conoscerla tutta. È questa una delle mie spine. Ho girato tanto mondo... e non conosco della terra nativa che quella balconata a mare infiorata di ulivi, di vigne, di eucalipti, di aranci, che guarda la Sicilia e le Eolie. Più che alla realtà, la Calabria appartiene per me alla geografia dell'anima...” Così scriveva Leonida Rèpaci nel suo Taccuino segreto. Partendo dalla sua celeberrima “favola” Quando fu il giorno della Calabria e spaziando poi in tutta la sua produzione letteraria, la mostra mette a confronto le parole di Rèpaci con immagini capaci di restituire le emozioni dello scrittore. Un viaggio nella regione attraverso la testimonianza di chi l’ha conosciuta e amata profondamente. Una storia che diventa sintesi del patrimonio storico, artistico, ambientale della regione.
La Mostra è stata ideata e prodotta dall’Associazione Amici Casa della Cultura ‘Leonida Répaci’ di Palmi, città natale di Leonida Rèpaci, e viene presentata a Viareggio grazie alla collaborazione fra il Comune di Viareggio e l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria.
La Mostra, con ingresso libero, resterà aperta, escluso il lunedì, dalle ore 18 alle 23. Per informazioni: Ufficio Cultura Comune di Viareggio, tel. 0584 961076 – 966341. www.comune.viareggio.lu.it;
ufficiocultura@comune.viareggio.lu.it
Riporto il bando di un Master in "Cultura scritta e società" organizzato dall'Università della Tuscia il cui scopo è quello di fornire agli interessati gli strumenti per svolgere le professioni di bibliotecario, archivista, documentalista e collaboratore di case editrici.
Colgo anche l'occasione per augurare a tutte e a tutti un'estate ricca di felici ispirazioni, letterarie ed umane. I.M.
“Cultura Scritta e Società”
Master
Facoltà di Lingue e
Letterature Straniere
Moderne
Università degli Studi della Tuscia
COMITATO ORDINATORE
Prof. Fabio Troncarelli
Prof. Leonardo Rapone
Prof. Saverio Ricci
Prof. Gino Roncaglia
Prof. Maria Paola Saci
Dott. Pamela Michelis
Dott. Francesca Lotti
SEGRETERIA:
Dipartimento Ciclamo,
Facoltà di Lingue e Letterature Moderne,
via S. Maria in Gradi 4, Viterbo 01100
Tel.0761/357607
e-mail: lucianagrazini@unitus.it
ORGANIZZAZIONE DIDATTICA:
Dott. Pamela Michelis
e-mail: michelispamela@hotmail.it
l Master di primo Livello in “Cultura scritta e società” sviluppa temi e problemi di “Storia della comunicazione”. La storia della comunicazione permette di ricostruire l’evoluzione delle tecniche e dei metodi di comunicazione e trasmissione della cultura dall’antichità ai nostri giorni.
Il Diploma, rilasciato dall’Università degli Studi della Tuscia e valido a tutti gli effetti di legge, costituisce specifico titolo di studio e requisito preferenziale per il superamento di concorsi pubblici correlati a questi argomenti. Il Master ha come obiettivo principale quello di fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per la descrizione e catalogazione di manoscritti, documenti di archivio, libri, foto, stampe, documenti scritti e visivi e per la collaborazione occasionale o il lavoro continuativo con case editrici. Al termine del percorso formativo il partecipante ha acquisito competenze e conoscenze utili per svolgere le funzioni ordinarie di bibliotecario, archivista, documentalista, esperto in tecniche
di archiviazione fotografica nei musei e nelle istituzioni dotate di materiale scritto, visivo e sonoro, operando come libero professionista o come dipendente di un ente pubblico o privato. Nello stesso tempo il Master fornisce gli strumenti concettuali e tecnici per una collaborazione professionale con le case editrici. Il corso di Master si rivolge principalmente a titolari di Lauree di I Livello. Gli insegnamenti sono organizzati in moduli suddivisi per aree didattiche. Ogni insegnamento prevede lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche. Saranno tenute lezioni di antropologia della scrittura,
paleografia, archivistica, storia del libro, storia dei mezzi di comunicazione di massa e delle tecniche di
comunicazione nella società contemporanea, con esercitazioni pratiche in biblioteca ed in archivio.
Saranno tenute anche lezioni ed esercitazioni sulle tecniche di pubblicazione online, gli E-books e l’Elearning. Oltre alle lezioni frontali, si svolgeranno lezioniesercitazioni su manoscritti, documenti d’archivio, libri rari e testimonianze storiche custoditi in istituzioni prestigiose, come ad esempio la Biblioteca Nazionale di Roma, l’Archivio di Stato di Roma, l’Istituto dell’Enciclopedia Treccani, la biblioteca Casanatenese di Roma, la Biblioteca dell’Antonianum di Roma, la Biblioteca degli Ardenti di Viterbo. Si terranno inoltre due cicli di seminari. Il primo ciclo di seminari prevede lezioni di responsabili di case editrici (Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Settecittà, Coniglio, Fazi, Castelevecchi, Onyx, Socrates) con esercitazioni pratiche di tecniche editoriali (come, ad esempio, l’ impaginazione, la revisione e correzione delle bozze, la compilazione di indici analitici, la preparazione della quarta di copertina). Il secondo ciclo di seminari prevede lezioni di scrittori professionisti, sceneggiatori, giornalisti e pubblicitari tra i quali figurano Rosalba Campra ( Gli anni dell’Arcangelo, Il
filo, 2007), Antonio Pascale ( Scienza e sentimento, Einaudi 2008), Renzo Paris, ( Cani sciolti, De Donato 1999; La croce tatuata, Fazi, 2005) Mario Quattrucci ( Marè in luogo di Mare, Robin 2009), Francesco Piccolo (scrittore e sceneggiatore: di Il Caimano, di Nanni Moretti; Caos Calmo di Antonello Grimaldi) Mauro Casiraghi (scrittore e sceneggiatore di Un Posto al Sole, La Squadra, RIS), Pasquale Chessa (Vicedirettore di Panorama); Gioacchino del Balzo (Marketing Consultino Pirelli). Anche questi seminari prevedono esercitazioni pratiche: in accordo all’identità dei docenti invitati ai seminari, si svolgeranno esercitazioni di scrittura creativa, di elaborazione di sceneggiature e di composizione di articoli di giornale. Il corso avrà la durata di 9 mesi, da novembre 2009 a Luglio 2010, secondo un calendario articolato che prevede lezioni nella Facoltà di Lingue e Letterature moderne a Viterbo; seminari ed esercitazioni in biblioteca, in archivio e in case editrici a Viterbo ed a Roma.
A complemento del corso è prevista una settimana di seminario nella sede del CSALP dell’Università della Tuscia di Pieve Tesino di Trento. Il seminario ha carattere internazionale e prevede la partecipazione di studiosi che provengono da Università italiane ed europee, come la Tuscia, La Sapienza, Pisa, Alcalà de Henares, Valencia. I partecipanti al corso saranno ospitati nella sede del CSALP.
La sede della Direzione del Master è presso la cattedra di Paleografia della Facoltà di Lingue e
Letterature moderne dell’Università della Tuscia. Il contributo di iscrizione richiesto è di € 1.500,
che possono essere versate in due rate all’atto dell’iscrizione e a metà dei corsi.
Le iscrizioni si effettuano tramite presentazione alla segreteria del Master di una domanda, con allegato
curriculum (è possibile iscriversi online collegandosi a: www.unitus.it). Il termine ultimo per iscriversi
è il 15 ottobre 2009. L’impegno didattico richiesto è di 600 ore complessive per un totale di 60
crediti. La frequenza è obbligatoria per almeno l’ 80% delle ore totali di lezione e per le esercitazioni.