DEDALUS: CORSI, CONCORSI, TESTI E CONTESTI DI VOLO LETTERARIO

Il progetto è quello del volo panoramico, in forma di parole, idee, letture, riletture, sui territori letterari, tra mura ed ali, labirinti e spazi liberi
martedì, 24 marzo 2009

CURVE DI LIVELLO - Annamaria Ferramosca

Nell’ambito della rassegna   Itinerario rosa 2009 – percorsi al femminile

                                                              Città di Lecce, Assessorato alla cultura

                                                              Sala conferenze ex Conservatorio S. Anna ( Lecce),

                                              giovedì 2 aprile 2009, ore 18

 

                                                            sarà ospite

 

              Curve di livello,  MARSILIO editore, collana Elleffe- Lingue di poesia

 

                                             di Annamaria Ferramosca  

 

                   Letture dell’autrice - Interventi di Elisabetta Liguori e Bianca Madeccia

                                Al violoncello Antonio Cavallo, all’arpa Carmela Cataldo

 

 “Perché i segni realizzino il processo di traghettare il tempo, a non arrendersi di fronte alla storia dicendola impossibile o finita, occorre che la parola poetica recuperi questo suo compito attraverso la componente mitica; occorre che la poesia non smetta una sua tensione anche utopica a farsi mitopoiesi, a isolare cioè i personaggi che schiude, le dimensioni che rappresenta, presentandole con quel nitore che è proprio del mito, come figure che in qualche modo si consegnano alla nostra memoria. E questa mitopoiesi, come attraversamento e confronto con le culture e con la tradizione, è un tratto distintivo della poesia di Annamaria Ferramosca. (Marcello Carlino, “poiein.it”)

 

Annamaria Ferramosca ha saputo proporre con questa sua nuova, convincente opera poetica, Curve di livello uno scandaglio ampio e incisivo del mondo. Ha saputo oscillare con moto isocrono tra la concretezza dei dati di fatto dell’essere e quell’aspirazione, ugualmente solida, a crearsi una “mitologia del quotidiano". Questo libro è un utile e ispirato “manuale di volo” da leggere prima, dopo e durante i tentativi di decollo e di atterraggio sui suoli sassosi del nostro tempo. ( Ivano Mugnaini,  vicoacitillo.net )

 

“Chiudiamo il libro avendo attraversato la densità di un'esperienza certamente adulta, pagine nelle quali si assume su di sé il tempo e il suo portato di scenari con energia e leggerezza e che hanno dietro l'eco della grande poesia, da Leopardi a Saffo al già citato Rilke. ( Maria Grazia Calandrone, “La Mosca di Milano” )

 

 “In questa raccolta i suggestivi graffiti di ipotetiche grotte di Lascaux “traghettano” il tempo come sulle pagine la scrittura, in un abbattimento di barriere spazio-temporali come solo la magica forza del poiein sa operare. (Valeria Serofilli , motivazione Premio Astrolabio)

 

 Curve di livello è finalista al Premio Camaiore 2007, è Primo Premio Astrolabio,

Città di Castrovillari-Pollino , Violetta di Soragna, finalista ai Premi Lerici Pea e Pascoli.

 

Testi in voce su :  http://oboesommerso.splinder.com/tag/progetto+lettura+55+aferramosca

 

postato da: ivanomugnaini alle ore 11:07 | link | commenti | commenti
categorie: curve di livello, marsilio, annamaria ferramosca
domenica, 15 marzo 2009

UN SOGNO GUIDATO - poesie di Eugenio Nastasi

"Non sogno più", scrive Nastasi in un verso di questa sua raccolta pubblicata nel 2008 da Lepisma. Con un verso altrettanto breve precisa, poco oltre, "prendo appunti". La negazione dell'attività onirica e l'affermazione di un'attività di pratica e metodica annotazione della realtà sembrerebbero delineare un chiaro e tutto sommato sereno discrimine, una scissione netta, un taglio pulito, quasi chirurgico. Leggendo i versi della raccolta di Nastasi, tuttavia, ci si accorge che, per dirla in termini pittorici, non siamo di fronte ad un taglio alla maniera di Fontana, ma, a sfumature, nuances, grumi corposi di colori di stampo, per così dire, impressionistico. Con molta onestà, con occhio e mano di poeta-pittore, Nastasi descrive lo spazio che vede e percepisce, avendo sempre, come amara consolazione e contrappunto, il senso del tempo che scorre, la visione che si fa inevitabilmente memoria, "le scarpe consumate dagli alberi/ i pensieri già esplosi come germogli". Ma in quella visione di un tempo attuale che si fonde al passato, c'è una consapevolezza a tutto tondo, gli occhi che subiscono una ferita di dolcezza, senza rinunciare alla ricerca di "un'altra pelle/ finalmente indivisa". Forse la poesia, forse la verità, o semplicemente l'intuizione breve e interminata di un senso che svanisce nell'attimo stesso in cui viene concepito, ma lascia, nonostante tutto, una traccia di bellezza. Ed allora l'affermazione di partenza dell'autore, "non sogno più", appare inesatta, contraddetta dalla trama dei versi, e dalla ricchezza immaginifica, semplice e suggestiva, degli appunti poetico-pittorici raccolti da Nastasi in questo suo libro con estrema cura e passione, sapendo bene che "non succede che ripassi altra vita". I.M

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   EUGENIO NASTASI

 poesie tratte da UN SOGNO GUIDATO - edizioni Lepisma, 2008

        

    

 

 

                               2.Se il dolore rimane e

  non ingombra, più calma

  la sorgente forma un lago

  Ma quale cielo, quale inganno

  di nuvole infedeli

  coinvolge e placa di marzo

  un corpo dilatato nelle cose?

  E’ l’anima il suo sogno migliore.

 

   antefatto

 

Su e giù nel tempo una notte

in veglia appostando un suono

di voci scivolate

nella somiglianza che le fa proprie

al buio,

sfogliate nell’intonaco e pallide

in attesa d’essere riconosciute.

Come piccole torce

a cercar sosta, si scoprono devote

al mio star male,

e come me

dopo ogni notte

tornano alla forma contorta

del loro natale

               

         voci al telefono

 

Voci al telefono, lucciole

di fiato indistinguibile

appese all’orlo del mondo

in controluce, intensamente

vive di una loro

primitiva sequenza,

voci che mi attraversano e

dolorose dicono di esistere,

voci notturne

senza riposo agli occhi,

ferite dalla loro dolcezza,

piene di astinenza e un poco vinte

nel pallore della confessione,

con amore nelle mani

programmate per fuggire via.

                                  Voci che in gocce

mostrano

la tenerezza del morire

per la vita che se ne va

dietro la vita

cercando un’altra pelle

finalmente indivisa.

 

         

 

                       

 

 

              ansia dei nomi

 

Vivere un’ansia di nomi non posati,

sentirsi clandestini dove il cuore

converge

in cerca di un riscatto,

tenere dentro la paura di chiamare

un nome

sapendo che nessuno risponde.

 

            un sogno guidato

 

C’era un noce nella macchia

in collina

fichi d’oro e una pergola

d’ombre spandeva favole

con semplici rivelazioni –

c’era a settembre il gioco alle noci

che variava per numeri –

il tiro al tocco che appena ti segnava

rendeva incerta la mira –

c’era un mondo di cesti       di tini

e grappoli ungevano riserve

di sere odorose e indulgeva

il nostro ruolo di infiniti fanciulli

che vedevano chiaro oltre i canneti

della fantasia –

c’erano pomeriggi estivi

di muscoli tesi

le scarpe consumate dagli alberi

i pensieri già esplosi come germogli –

c’erano distanze dietro tutti i cancelli

e il mare dietro le siepi – sempre il mare –

sapevano di more le carezze

e di petrolio gli occhi spalancati.

 

                             jonica

 

Andare senza respiro

dove il ficodindia urta la ginestra

e l’ astinenza più che un dono

è un vizio,

barattare un mattutino

all’angolo di strada

per smuovere tutta la solitudine

di una sola vita,

stringere il fiato nelle radici

d’inverno quando l’anima

indica un’onda di gabbiani

navigare sull’ erba tra gli ulivi

come se fosse prosciugato il mare.

 

 

 

                   prendo appunti

 

Ho creduto a storie

di timide sere

              Un fuoco di mani

              apriva mondi

e la carta della mente

non si asciugava mai

Stelle spandevano brina

con occhi di gelo

Il miele del vivere

consegnava pezzi di pane

come grani dell’ultima Cena

 

Ho creduto a uno sguardo dativo

 

All’opera che s’incarna

nel rimescolio degli uomini,

ai cortei  alle fughe  alle piazze,

ai sogni orizzontali,

al nostro canto libero, reduci

dell’oceano provinciale

 

Non sogno più da anni

vendo piccoli quadri dove un merlo

è più di un aquilone

Conosco il nome dell’erba settembrina:

ho ancora una penna,

prendo appunti.

 

                  la parte ritrovata

 

Dalla parte ritrovata, nella stanza

o nell’altro cielo,

si scoprono alchimie e false trasparenze,

umana mente di attesa e pazienza –

il vero non accade nel sogno.

                Rimossa la pietra pasquale,

                la rivincita dei sensi risale

                da una finitudine perfetta.

Vivere di questa terra calpestata

dove i pensieri sono più dei gesti.

                               Non succede che ripassi altra vita:

questo il disegno che abbiamo

colorato, questi i contorni.

Se m’accosto vedo l’antico portone

e penso che di là c’è un’altra infanzia.

 

 

postato da: ivanomugnaini alle ore 10:26 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: editi, eugenio nastasi, lepisma edizioni
domenica, 01 marzo 2009

VARIEGATO GIOCO D'INTAGLIO - Domenico Cipriano

E' "variegato gioco d'intaglio" questa plaquette di Domenico Cipriano dal titolo emblematicamente complesso, "L'enigma della macchina per cucire", pubblicata dalle Edizioni L'Arca Felice e arricchita da un pensiero visivo di Prisco De Vivo. E' gioco d'intaglio, come la ricerca di una risposta all'ironico e ineludibile questito, come l'attività stessa di mettere parole a fianco di parole, pensieri a fianco di emozioni, dubbi, scampoli e frammenti di certezze, che, indossate e osservate allo specchio, danno corpo a nuovi dubbi. Ma la macchina umana, la mente, è tenace e ostinata, per fortuna. Così come nell'attività-necessità di tentare di dare veste alla poesia. E Cipriano, anche grazie all'amara e intrigante suggestione visiva di De Prisco, intesse versi che lacerano e ricuciono, aprono squarci di luce, anche grazie allo strumento antico e vitale del ritmo, la magia arcana della musica che si può ottenere, con passione, anche da una macchina indocile come la mente. In ritagli di visione di materia e suono, si ha davvero l'impressione di cogliere e sorseggiare "la solitudine dell'uva", e "gli abiti indifesi": quell'istante di illuminazione che risponde alla domanda di partenza, e all'interrogativo di sempre, nella sola maniera possibile: con una nuova domanda. Come la poesia. I.M.

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DOMENICO CIPRIANO – “L’enigma della macchina per cucire”

(con un pensiero visivo di Prisco De Vivo)

 

 

 

1.

 

 

Abbiamo una visione tumefatta delle cose

da qualsiasi lato giriamo la testa troviamo

aghi che ci pungolano gli occhi. Rigiri

il bicchiere che profuma colmo di vino

e sorseggi la solitudine dell’uva, qui

dove la terra si contorce e la curva in lontananza

nasconde il fascio affiorato del faro.

 

 

 

 

2.

 

 

Quanta dura scrittura scuce le mani

scortica mura atroci: amara impura

frase cercata oscura per la cura della

notte asfittica ricercata dalla veglia

sonnambula. Consesso di parole

ricuciono le doglie mattutine, poi

sotto l’acerbo sole sperpero le ore.

 

 

 

 

 

3.

 

 

Ho iniziato ad osservare i segni

delle rughe, mi soffermo ad ogni

aggrottarsi della fronte (sarà

la coscienza d’invecchiare).

Guardo i righi netti orizzontali

o brevi crucciati vorticosamente.

Quel variegato gioco d’intaglio

sugli abiti indifesi, la mano precisa

che ricuce la materia.

 

 

postato da: ivanomugnaini alle ore 14:36 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: cipriano, de vivo, larca felice
domenica, 01 marzo 2009

POESIA AL FEMMINILE

IL CIRCOLO LETTERARIO ANASTASIANO
 
ha organizzato per
 
GIOVEDI' 5 MARZO 2009 alle ore 18.00 presso il Salone del Circolo "IncontrArci"
Piazza C. Cattaneo 9, Sant'Anastasia (accanto alla stazione della Circumvesuviana).
 
OTTOMARZO IN VERSI,
 
Incontro di poesia al femminile, in occasione della festa della donna
 
Le 20 Poetesse: ANNA BRUNO, ANNA GERTRUDE PESSINA, ROSSELLA TEMPESTA, ROSSELLA LUONGO, ANTONIETTA GNERRE, RITA AMELIA, BRIGIDA GALLO, ALESSANDRA MAI, CARMEN PERCONTRA, ROSA SPERANZA, AGOSTINA SPAGNUOLO, ADELE DI PIETRO, MARIA ROSARIA LUONGO, CARMINA ESPOSITO, DOLORES SCIPPACERCOLA, ROSARIA ZIZZO, EMANUELA ESPOSITO, NUNZIA AMATO, ANNA BARTOLOMUCCI e ORIANA COSTANZI,
 
declameranno loro poesie con il sottofondo musicale del Maestro Antonio Marotta.
 
Introduce la presidente del Circolo IncontrArci, Maria Angela Spadaro. Coordina Giuseppe Vetromile
 
Alla fine della serata è previsto un piccolo rinfresco.
 
postato da: ivanomugnaini alle ore 13:32 | link | commenti | commenti
categorie: otto marzo, circolo anastasiano

Chi sono

Utente: ivanomugnaini
Nome: Ivano Mugnaini
IVANO MUGNAINI Si è laureato in Lettere Moderne all'Università di Pisa. E' autore di testi di prosa, poesia e saggistica. E' direttore della collana di narrativa dell'editrice "Puntoacapo". Cura la rubrica "L'ombra del vero", sul sito della Bompiani RCS: www.bompiani.rcslibri.it/speakerscorner , all'interno del quale propone suoi racconti e sue "rivisitazioni" di film e classici letterari. Pubblica suoi testi e recensioni per alcune riviste nazionali tra cui: "L' Immaginazione", "La Mosca di Milano" e numerose altre. Pubblica note di lettura anche su riviste diffuse tramite Internet. In particolare Vico Acitillo 124 - Poetry Wave, www.vicoacitillo.it, su "Via Delle Belle Donne", su "Rebstein" e sul sito "Sinestesie", di cui è redattore per la sezione "Scritti di poesia", E' socio e collaboratore del Gruppo Internazionale di Lettura di Pisa. Collabora, come autori di testi, con alcune associazioni culturali, tra cui "Il Teatro di Campana". Alcuni suoi racconti e poesie sono stati letti e commentati in trasmissioni radiofoniche di Rai - Radiouno. Fa parte della Giuria di alcuni Premi letterari, tra cui il Concorso nazionale di poesia "Astrolabio". Il suo racconto "Desaparecidos" è stato pubblicato nell'Antologia "Parole di Carta" recentemente pubblicata da Marsilio Editore. E' autore di racconti premiati o segnalati in alcuni concorsi letterari, tra cui: Premio "Nuove Lettere" Istit. Italiano di Cultura (NA); "Città di Lanciano" (CH)ed altri. Ha pubblicato la raccolta di racconti "LA CASA GIALLA" e il romanzo "LIMBO MINORE" (Piero Manni editore, Lecce). E' autore di poesie e raccolte premiate o segnalate in concorsi letterari nazionali, tra cui: Premio "Eugenio Montale" (Roma) - Sez. Inediti Italiani - "Leopardi" (Recanati) Centro Studi Leopardiani; "Lerici-Pea" (SP) ; "Camaiore" (LU) -Sez. opere prime, ed altri. Ha pubblicato la silloge dal titolo "CONTROTEMPO". Tra i critici ed autori che hanno presieduto giurie in cui sono stati premiati i suoi testi, si sono occupati della sua attività letteraria o hanno scritto note o commenti sui suoi lavori, ricordiamo: Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Ferdinando Camon, Paolo Maurensig, Giorgio Saviane, Michele Dell'Aquila, Umberto Russo, Walter Mauro, Raffaele Nigro, Andrea Camilleri ed altri.

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