DEDALUS: CORSI, CONCORSI, TESTI E CONTESTI DI VOLO LETTERARIO

Il progetto è quello del volo panoramico, in forma di parole, idee, letture, riletture, sui territori letterari, tra mura ed ali, labirinti e spazi liberi
domenica, 27 aprile 2008

POETICI FERMENTI - Rossella Luongo

Una poesia fresca ma tutt'altro che acerba, quella di Rossella Luongo. Capace di conservare l'incanto  delle piccole cose, i doni, le scoperte, le favole narrate agli altri e a se stessa, al proprio tempo e al tempo altro, quello che forse non c'è. Ma persiste la visione e la coscienza del "treno a scomparti", della vita che percorre la stagione fredda, quella che, inesorabile, lascia un "intaglio nel cuore", il mistero di una malinconia quasi dolce, tra ricordo e sogno, fantasia e cognizione del dolore. Una poesia, quella di Rossella, che possiede una sua fisionomia, un taglio, una dimensione, un ritmo. E' un fermento di scrittura che promette ulteriori, sapidi sorsi.  I.M.

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Poesie di Rossella Luongo

Non vedermi

sull’orlo dei silenzi

traforati da un ago,

parlami e divorami

senza farti domande.

Guardami,

mentre comincio il ricamo

dai fiori più piccoli.

 

*

A piedi sporchi

salgo le scale,

mentre la vecchia

inforna biscotti

dalle persiane accese.

Invento parole,

da infilare alle dita

dell’alba che dorme

e mi chiudo la notte

senza fare rumore.

 

*

Il mattino

è un occhio aperto,

vede tutto

e ha paura

di perdere il sole

nella stagione fredda.


*

Temo gli arroganti

che mi rubano il tempo

di costruire una casa,

anche non sul mare

purché senta

l’odore dei gabbiani

sciolti, da una finestra

sul tuo sorriso.


*

Gli esodi di massa

sbucciano la città

dalla confusione, respiro

dimensioni proporzionate

riempio il vuoto.

Intaglio nel cuore

gli affetti più cari,

su un treno a scomparti

piccoli, di legno

appena lavorato.


*

Il giorno

si consuma

aspirato

in una foglia

di tramonto.

Mi hai donato

una scatola

di colori,

il respiro ampio

del sole

e l’attesa quieta

della sera.


*

Mi ritrovo

argilla cruda,

senza forma

ma duttile

di pensiero,

ancora mi piego

alle ginestre

senza parlare,

come arbusto

sul lago.



Rossella Luongo


da: “La Fata e il Poeta” (Fermenti Editrice, Roma 2007)

postato da: ivanomugnaini alle ore 14:24 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: poesie - fermenti
sabato, 05 aprile 2008

PORTE/DOORS di Annamaria Ferramosca

 

Pubblico con piacere in questo mio spazio telematico due poesie di Annamaria Ferramosca ricavate dal volume "Porte/Doors", Edizioni Del Leone, 2002. A breve inserirò nel blog anche testi più recenti di Annamaria tratti dal libro "Curve di livello", altrettanto apprezzato e significativo, edito da Marsilio. Comincio dunque qui ed ora ad aprire queste Porte poetiche ricche di prospettive e punti di vista sulla realtà e sul sogno. Annamaria Ferramosca, a mio parere, sa conciliare con una naturalezza mai banale né scontata il rigore tecnico con il coinvolgimento, l'acutezza quasi scientifica dell'analisi con l'ebbrezza dell'ispirazione. La poetessa pugliese è anche, nel modo di scrivere e di sentire, anglosassone, mette insieme il Mediterraneo e il Mare del Nord, la taranta e una danza figurata irlandese. Ho pensato quindi in questo caso di proporre a fianco alle liriche la traduzione curata da Anamaria Crowe Serrano e Riccardo Duranti, anch'essa attenta e valida."Insegno la geografia del limite e a varcarlo", scrive l'autrice. E la pratica di tale viaggio, reale e ideale, è fertile, suggestiva.

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da Porte/Doors Edizioni del Leone, 2002

A perdita d’occhio finalmente chiara

distesa di vergini strade

ad elica, dai nomi

che chiedono d’essere nominati

o solo restare oscuri, se indelicatamente

l’ago scompiglia il nucleo

Gene straniero, ospite

sacro ospite un tempo si onorava

con candidi panni e cibo, mai

si aveva timore

del naufrago alla porta

Ora l’ibridazione mi confondesalta

domino le creature mi domino

come se avessi in dono droga

mosaico di natura snatura

m’innesto ali d’aquila, di certo

un cuore di leone

longevità di tartaruga

Volo

Pluripotente vivo

A lungo sopravvivo

Non mi riconosco, nuovo

dio della facilità, anche se mi libro

- a mezz’altezza -

anche se ci scambiamo tutti senza fine

geni come figurine

fino ad averle tutte

e poi e poi

Temo me, te temo

perduto il senso

noi d’essere noi

sentire amare noi

sperare

 

 

 

 

  Genetically Modified Organisms

As far as the eye can see, the stretch

of helicoidal virgin roads is finally clear

with names

begging to be named

or just remain obscure, if the needle

indelicately upsets the nucleus

Foreign gene, guest gene

sacred guest honoured long ago

with immaculate clothes and food, there was never

any fear of

the shipwrecked man at the door

Now hybridisation confusexcites me

I master creatures I master myself

as if I had the gift of drugs

the mosaic of un-natured nature

I graft eagle wings on myself, needless to say

the heart of a lion

the longevity of a tortoise

I fly

I live multi-mightily

A long-term survivor

I don’t recognise myself as a new

god of easiness, even if I soar

- in mid air -

even if all of us endlessly trade genes

amongst ourselves like trading cards

until we have them all

and then and then

I fear me, I fear you

we, having lost the sense

of being us

feeling loving us

hoping

 

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  NOMI PER UN'ISOLA

                                         

Non chiamatemi isola

Chiamatemi quiete inquieta

a pochi passi dal rogo

dove la cadenza di luce

ha pure lacrime

Chiamatemi terra di nascite

desiderio di tregua

illimite speranza tra le spine

Chiamatemi vista sul cielo

                                        ipnotica

occhio d’oliva

castano contro azzurro

a notte ubriaco di stelle

                                   di grida

Non chiamatemi isola

Chiamatemi nodo di rete

dove s’impiglia il poeta

a rubare bellezza al buio

Questo mare di rose

                              rosmarino

ape febbrile ronza

di spruzzi alle finestre

Questo mare timo-re

sovrano che s’infoglia

al centro del mio abbandono

Chiamatemi seme di mare sull’abisso

Da ingenui arrembaggi  mi salva

una muta di mandorli e delfini

(il tempo non ha che lame di schiuma)

Chiamatemi messaggio pietrificato

bottiglia dei giganti di Pasqua

tangente d’amore attraverso l’oceano

magmatico canto sotterraneo

 

Non chiamatemi isola

Chiamatemi schianto d’un ricordo

casa ritrovata, corrosa, ma salva dall’oblio

tana larvale

riposo su pietre levigate, mai vinte

Chiamatemi favola in sogno

quindi doppio sogno

trama del tempo, dove

il destino fiorisce nella grande

domanda della notte

 

Non so se inganno o ritrosia

questo accerchiarmi d’onde di speranza

E poi lasciarmi

ad asciugare il diluvio

Della mappa del pianto

solo un’orma di saudade

Così insegno

la geografia del limite

                                 e a varcarlo

Ci sarà sempre un'isola 

aspra, guado di limoni

                                 alle parole

 

 

NAMES FOR AN ISLAND

  

Do not call me island

Call me restless rest

a few paces from the pyre

where the lilting light

sheds pure tears

Call me land of births

desire for respite

boundless hope through the thorns     

Call me hypnotic                                  

                view of the sky

olive eye

brown against blue

drunk at night on stars

                on shouts

Do not call me island

Call me knot in a net

enmeshing the poet

stealing beauty out of darkness

This rosemary sea     

                of marine roses    

a feverish bee buzzes

sea-spray on windows

This mari-thyme sha-king

a sovereign sprouting leaves  

at the centre of my abandonment

Call me sea seed on the abyss

From naive boardings   I am saved   

by a team of almonds and dolphins  

(time only has foam blades)

Call me message turned to stone

a bottle from the Easter giants    

love’s tangent across the ocean

magmatic subterranean song

  

Do not call me island

Call me crashing memory

recovered house, corroded, but saved from oblivion 

a lair for larva                   

repose on smooth, unvanquished stones

Call me fairytale in a dream

therefore double dream  

time’s plot,  where               

fate flowers in the great   

question of the night

  

I don’t know whether this girdling myself

with waves of hope is deceit or coyness    

Leaving me later

to dry out the flood

From the map of tears             

with only a trace of saudade               

This is how I teach

the geography of limit       

                        to cross it       

there will always be a rugged                        

island, a lemon ford         

                             leading to the words         

traduzione di Anamaria Crowe Serrano & Riccardo Duranti

 

 

postato da: ivanomugnaini alle ore 17:58 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: poesie - traduzione

Chi sono

Utente: ivanomugnaini
Nome: Ivano Mugnaini
IVANO MUGNAINI Si è laureato in Lettere Moderne all'Università di Pisa. E' autore di testi di prosa, poesia e saggistica. E' direttore della collana di narrativa dell'editrice "Puntoacapo". Cura la rubrica "L'ombra del vero", sul sito della Bompiani RCS: www.bompiani.rcslibri.it/speakerscorner , all'interno del quale propone suoi racconti e sue "rivisitazioni" di film e classici letterari. Pubblica suoi testi e recensioni per alcune riviste nazionali tra cui: "L' Immaginazione", "La Mosca di Milano" e numerose altre. Pubblica note di lettura anche su riviste diffuse tramite Internet. In particolare Vico Acitillo 124 - Poetry Wave, www.vicoacitillo.it, su "Via Delle Belle Donne", su "Rebstein" e sul sito "Sinestesie", di cui è redattore per la sezione "Scritti di poesia", E' socio e collaboratore del Gruppo Internazionale di Lettura di Pisa. Collabora, come autori di testi, con alcune associazioni culturali, tra cui "Il Teatro di Campana". Alcuni suoi racconti e poesie sono stati letti e commentati in trasmissioni radiofoniche di Rai - Radiouno. Fa parte della Giuria di alcuni Premi letterari, tra cui il Concorso nazionale di poesia "Astrolabio". Il suo racconto "Desaparecidos" è stato pubblicato nell'Antologia "Parole di Carta" recentemente pubblicata da Marsilio Editore. E' autore di racconti premiati o segnalati in alcuni concorsi letterari, tra cui: Premio "Nuove Lettere" Istit. Italiano di Cultura (NA); "Città di Lanciano" (CH)ed altri. Ha pubblicato la raccolta di racconti "LA CASA GIALLA" e il romanzo "LIMBO MINORE" (Piero Manni editore, Lecce). E' autore di poesie e raccolte premiate o segnalate in concorsi letterari nazionali, tra cui: Premio "Eugenio Montale" (Roma) - Sez. Inediti Italiani - "Leopardi" (Recanati) Centro Studi Leopardiani; "Lerici-Pea" (SP) ; "Camaiore" (LU) -Sez. opere prime, ed altri. Ha pubblicato la silloge dal titolo "CONTROTEMPO". Tra i critici ed autori che hanno presieduto giurie in cui sono stati premiati i suoi testi, si sono occupati della sua attività letteraria o hanno scritto note o commenti sui suoi lavori, ricordiamo: Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Ferdinando Camon, Paolo Maurensig, Giorgio Saviane, Michele Dell'Aquila, Umberto Russo, Walter Mauro, Raffaele Nigro, Andrea Camilleri ed altri.

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